fbpx

Kaizen, il miglioramento continuo

da | 17 Apr 2023

Care amiche, cari amici, eccomi a voi con la nuova Newsletter dello Studio Gaudenzi.

Oggi ci tuffiamo nel 1960 e ci troviamo a Tokyo nella residenza imperiale, più precisamente nel piccolo parco antistante il palazzo, e siamo qui per assistere ad un vero evento: fra poco l’Imperatore Hirohito, 124° in ordine di successione e comandante in capo delle forse armate assegnerà il più importante riconoscimento del Giappone ad un personaggio famoso.

Tutti trattengono il fiato, noi compresi, non sappiamo chi sarà premiato con la Medaglia dell’Ordine del Sacro Tesoro che può essere consegnata soltanto dall’Imperatore.

Ecco, inizia la processione dei dignitari e dei politici, i ministri e infine l’Imperatore, il portavoce chiama William Edwards Deming che avanza e riceve la medaglia fra applausi scroscianti. Il primo occidentale a ricevere un tale onore.
Quale potrà mai essere la ragione di un tale riconoscimento?

W. Edwards Deming wearing his Second Order Medal of the Sacred Treasure awarded to him by Emperor Hirohito. Photo taken in 1960. From deming.org

Fu il Generale Douglas MacArthur che convinse Deming ad occuparsi dell’economia post bellica di un Giappone distrutto, nelle strutture e nel pensiero, ridotto in povertà e devastato dalla guerra.

Deming, al contrario di altri “tecnici della ricostruzione” arrivati prima di lui che rimanevano nelle loro “cittadelle americane”, gira in lungo e largo per il paese toccando con mano e vivendo direttamente la situazione disastrosa degli abitanti, delle città, delle infrastrutture.

Deming, all’epoca non ancora ben conosciuto e apprezzato nel suo paese, si tuffò nella cultura del Giappone, imparò i modi di vivere e di pensare dei dirigenti e della gente comune e, quando fu invitato a parlare ai manager, alle grandi aziende, ai politici, ottenne un immediato successo personale, fu apprezzato nei modi e nei contenuti, aiutò un popolo rimasto senza speranza a trovare una luce nuova, ad avere fiducia in un cambiamento progressivo. E tutti lo seguirono.

Il suo messaggio parlava di “conoscenza profonda” e di ottimizzare i processi, di migliorare l’efficienza di ogni azienda, grande o piccola, utilizzando i suggerimenti dei lavoratori, di tutti i lavoratori, attivando sistemi di comunicazione rapidi ed efficienti, a cominciare dalla semplice cassetta dei suggerimenti a disposizione di tutti.

Ma stiamo parlando della metà del secolo scorso. Oggi rimane qualcosa del pensiero di quest’uomo?

Penso che molti di voi ricordino la newsletter in cui affrontammo il problema di rendere più efficiente la nostra attività utilizzando la “ruota diDeming”, che da molti deve essere ancora scoperta, e nelle più moderne applicazioni su base globale, che vengono oggi impiegate con successo nella Sanità, nella Psicoterapia, nel coaching, nel terziario avanzato come Ministeri e Istituti Finanziari.
Deming promise al Giappone che se avessero seguito i suoi consigli sulla qualità dei prodotti, in soli cinque anni, sarebbero riusciti a risollevarsi, a ricostruire le case e le infrastrutture ed a produrre così tanto e così bene da inondare il mondo con i loro prodotti.

Fu così che nel 1959 il Giappone istituì il Premio Nazionale Deming, considerato ancora oggi il massimo riconoscimento per ogni Impresa che attui il massimo livello di miglioramento e che portò, l’anno seguente, al grande evento che ho descritto in apertura.

Kaizen è la parola che indica tutto il suo messaggio, è formata dalle parole giapponesi “kai” cambiamento e “zen” meglio, e viene tradotta con “miglioramento costante”, intendendo una incessante volontà di ricerca di cambiamento in meglio, un rifiuto di qualunque abitudine, soprattutto il rifiuto di pensare di non poter cambiare un sistema, un processo.

Come si forma, dunque, in una Impresa, un pensiero Kaizen per applicare le innovazioni di Deming, ci sono dei punti da seguire?

Deming ha lasciato scritti di macroeconomia ed ha lavorato a lungo in aziende grandissime, portandole al successo, prima in Giappone e poi negli Stati Uniti, ma ci sono alcuni punti che favoriranno un miglioramento in ogni attività, professionale e commerciale, artigianale o di produzione:

  1. Attivare la comunicazione dal lavoratore al manager per il miglioramento;
  2. Ampia automazione dei processi, digitalizzazione;
  3. Formazione continua a tutti i livelli;
  4. Coinvolgimento totale nella Vision dell’azienda;
  5. Diffusione di fiducia, soddisfazione e sicurezza.

Ho scelto di indicare quelli che più si adattano alle nostre realtà tralasciando quelli rivolti ai grandi gruppi industriali, del resto il nostro obiettivo è quello di raggiungere una crescita personale, per noi e per la nostra attività, utilizzando un semplice sistema di piccoli passi. In questo senso ogni nuovo racconto è un gradino verso il miglioramento continuo, la conoscenza che ci serve per continuare a crescere.

Per il gusto di concludere la storia del nostro Deming, dirò che negli Stati Uniti, al rientro dalla lunga permanenza in Giappone, non era affatto noto e rimase a lungo nell’ombra. Ma, con l’esplosione del successo planetario di Sony, Mitsubishi, Toyota, Nikon e degli altri marchi che invasero tutti i mercati negli anni Settanta e Ottanta, Deming, oramai ultraottantenne venne chiamato dalle grandi aziende americane che volevano capire le ragioni di questo successo. In particolare, General Motors, Xerox e Ford, che in tre anni aveva perso oltre tre miliardi di dollari dell’epoca, lo chiamò e gli diede il potere di riorganizzare i vari impianti: in soli quattro anni Ford raggiunse e superò le vendite di General Motors e divenne l’industria automobilistica più redditizia degli Stati Uniti.

 

Ci ritroveremo fra due settimane con la prossima Newsletter ed il prossimo Podcast, arrivederci a tutte e a tutti.

“Qualità è soddisfare le necessità del cliente e superare le sue stesse aspettative continuando a migliorarsi.”

“Non è abbastanza fare del tuo meglio; devi sapere prima cosa fare, e poi fare del tuo meglio.” – William Edwards Deming